Riceviamo  dal Brasile

9° edizione del RUA DE RECREIO

ESCOLA INFANTIL APITO 2013-2014
Conoscere il mondo con gli occhi dei bambini
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PASQUA 2014

Carissimi amici,

Eccomi qua di nuovo. Il tempo vola... passano i giorni, le settimane, i mesi..... e passano anche gli anni...... e noi ci si invecchia.... Il tempo lascia segni: cuce, strappa, aggiunge, toglie...Importante é saper cogliere questi segni nella giusta maneira. In questi giorni stavo pensando ai giovani ( e tutti noi siamo o siamo stati giovani...) che hanno fretta, urgenza.... e poi il tempo passa e rivoluziona tutto, butta tutto all’aria, e noi e i giovani, impariamo a ridimensionare e capire che non c’é un’única veritá: ció che ci sembrava giusto non lo é piú; ció che ci sembrava possibile prende altre dimensioni, ció che sembrava indispensabile non lo é piú.... e via cosí. Fermiamoci ogni tanto per riflettere e cosí capiremo che la vita continua e transforma e ci transforma.... L’anno scorso a settembre sono venuta in Italia ed ho avuto la possibilitá e la gioia di rincontrare parenti, amici, e fare nuove conoscenze. Tutto questo é una crescita, un nuovo bagaglio che mi permette di continuare con fiducia e speranza, nonostante tutto.... I problemi, le difficoltá, i dolori, gli ostacoli, ci sono per tutti e ci saranno sempre. Con tanti amici é piú facile affrontarli, superarli, accettarli e trasformarli, e capire che tutto ció ci fa crescere, ci fa piú forti, piú saggi, piú tolleranti con noi stessi e con gli altri. Dicevo prima che il tempo vola.... pensate, ormai sono 43 anni di Brasile, e di questi, 20 senza Paolo. Si, quest’anno la nostra Associazione APITO celebra il ventennale della morte di don Paolo. 20 anni sono una generazione, eppure per me, Paolo continua vivo e presente. Si dice che il tempo cancella, come uno straccio sulla lavagna, ma non é vero. Il tempo transforma. ma non cancella. La Natura é una brava maestra nel mostrarci questo: tutto si rinnova..... É l’uomo stolto che cancella, che distrugge, che violenta.... che dimentica..... E ciascuno di noi há dentro di sé un pó di quest’uomo stolto. Gli amici, i gesti di solidarietá, la Comunitá, l’impegno e lo sforzo di ciascuno... tutto ció aiuta a riscoprire l’uomo nuovo, capace di TRASFORMARE e MIGLIORARE, e a capire che la morte non é la fine, ma una porta verso la vita piena che risorge. Queste riflessioni ci portano a capire meglio e rivalutare il messaggio Pasquale. Mentre il Natale ci trova sentimentali, ci ilumina, ci riempie di gioia, di sorpresa.... poi lascia un amaro in bocca, perché il bimbo cresce, cambia, si transforma.... e noi non lo riconosciamo. La nascita é solo l’inizio, ma poi sorgono i problemi, le difficoltá, le incomprensioni, i dolori e gli scontri, che ci lasciano sbigottiti, fragili, insicuri, e incapaci e spreparati per accettare la morte e credere che questo é il cammino obbligatorio che ci porterá verso una nuova vita. Ora vi parlo un pó del Brasile. Noi continuiamo il nostro servizio a favore dei piú piccoli e piú bisognosi, impegnati a far si che loro crescano e maturino, non solo fisicamente, ma soprattutto che imparino a scoprire il loro cammino verso un Brasile piú giusto. Questo é stato l’operato e la missione di don Paolo e noi cerchiamo di mantenerci fedeli e dar continuitá. Quest’anno, dopo il carnevale, abbiamo iniziato un nuovo anno scolastico nella scuola infantile APITO, con la presenza di 95 bambini. Avviso ai nostri sostenitori che in aprile, con questa mia lettera, riceveranno la foto del bambino con un piccolo messaggio. Se il bambino non é quello dell’anno scorso é perché, uscito dal ‘nostro nido’ per iniziare le elementari, lascia il posto ad un altro bimbo. É nostro desiderio e preoccupazione permanente riuscire a seguire i bambini e le loro famiglie anche dopo che sono usciti dalla scuola infantile, e ci sforziamo per trovare la strada giusta. Per questo abbiamo iniziato varie attivitá, promosso vari incontri e eventi, ma non sempre é facile: a volte vengono a mancare i mezzi, altre volte il personale, e poi cerchiamo di rispettare la voglia e la libertá di loro. Ci rendiamo conto che la societá di oggi stuzzica, propone, offre e promette tante e variate opportunitá che spesso distolgono o interrompono le nostre relazioni e contatti. Noi cerchiamo di fare la nostra parte e dare il meglio di noi rispettando le regole dell’educazione permanente che non soffoca, ma risveglia.... non si impone ma rende liberi..... Tutto ció puó sembrare una perdita, ma io credo che quello che si semina, prima o poi germoglia e dará frutti, Il nostro lavoro, la nostra missione sono di preparare il terreno, seminare, concimare, inaffiare..... altri raccoglieranno. Sono ancor tanti gli amici sostenitori che regolarmente versano il loro sostegno, tanti altri occasionalmente ed é con questo che il nostro servizio tutt’oggi continua ed há buoni risultati. A tutti e a ciascuno in particolare voglio ringraziare con grande affetto e riconoscenza. Ed ora un apello a tutti soci, amici, sostenitori, simpatizzanti......: quest’anno, come dicevo, la nostra Associazione celebrerá, in ottobre, vent’anni dalla morte di don Paolo, impegnandosi a farne conoscere la figura e il messaggio, tra il resto molto attuale nel messaggio di papa Francesco. Per questo promuoverá varie iniziative. Cerchiamo di fare il possibile di partecipare e contribuire. Da aprile a maggio verrá in Italia ARISTELA, coordinatrice pedagoga della nostra scuola; sará un’occasione per molti di voi di sentire una voce 100% brasiliana, e per lei scoprire nuovi amici. E per finire mando a tutti cari saluti e auguri gioiosi di BUONA PASQUA e un forte abbraccio. 

ciao Delia

Camaçari, PASQUA 2014

Buon Natale da Delia

albero di Natale
albero di Natale

Carissimi Amici,

 

Ho giá mandato gli auguri di Natale, con foto e messaggio dei bambini, ai sostenitori che, da tanti anni, ci aiutano a portare avanti le nostre attivitá nell’ambito dell’educazione. Mi preme ricordarli tutti e con grande riconoscenza: sono persone singole, gruppi, parrocchie, scuole, che con sacrificio, ma tanta fedeltá e generositá ci hanno permesso di arrivare fin quá, nonostante le diversitá e le distanze che, a volte, rendono difficile questo legame; e la crisi in cui tutta l’Europa stá immersa..... Eppure loro, i nostri sostenitori, continuano a darci fiducia e coraggio col loro gesto di generositá. GRAZIE A TUTTI.

 

Per questi amici ho creato un bell’albero di Natale, con 100 candeline variopinte, formate dai 100 visetti dei bimbi che frequentano la nostra scuola infantile APITO.

Proprio perché ormai siamo nel periodo festivo del Natale, che dovrebbe spargere nel mondo un augurio di PACE, GIOIA, SPERANZA... voglio iniziare da loro, dai bambini. É per loro, con loro e da loro che troviamo la ragione del nostro essere qui, impegnati nel campo dell’educazione. Sono i bambini che scrivono la nostra storia, col loro sorriso, gli scarabocchi, i giochi, le nuove scoperte, la loro innata curiositá, la fretta di imparare cose nuove, la loro fantasia e creativitá. Sono loro che ci fanno capire quanto é importante il nostro lavoro e ce lo mostrano attraverso la gioia.

Se leggiamo la storia del mondo di ieri e di oggi, senza tener conto dei bambini, troviamo solo pagine di violenza, odio, schiavitú, guerre, corruzione, preconcetti, dominazione.... questa é la storia dei grandi, dei potenti, del lucro sfrenato, che si ripete con nuovi modelli, sotto nuove denominazioni....

Oggi, 2012, iniziando l’Avvento ci sentiamo scoraggiati, depressi, desillusi... e come ogni anno ripetiamo e scambiamo auguri di Buon Natale e Buon Anno, con tanti buoni propositi, ma stentiamo a credere nel vero messaggio di Natale che ci presenta DIO che si é fatto BAMBINO.

Lui non é venuto come signore, padrone, ‘politico’, generale..., ma come piccolo, fragile bisognoso. Siamo tutti bravi a caricare la croce, ma stentiamo a credere e accettare il mistero della vita che nasce, che chiede permesso di entrare nel nostro cuore, nelle nostre famiglie, nelle nostre cittá, perche richiede spazio, premure, cure, attenzioni; il neonato porta gioia ma é scomodo, scompiglia i nostri ritmi e progetti, non dá lucro e non é efficente.....

Chiedo a tutti voi, in questo Natale, di metterci davanti al Presepio con umiltá e sinceritá per fare un esame di coscienza: su che base si fondamenta la nostra speranza nel futuro.......? É nei grandi, nei re Erode, nei sommi sacerdoti, nei Ponzio Pilato..... o é nel Dio che si é fatto bambino e continua a nascere in mezzo a noi, portandoci la BUONA NOVELLA che promette agli uomini di buona volontá un mondo piú giusto e fraterno.

 

Cullati dal canto natalino... facendo tanti pacchettini da lasciare sotto l’albero, chiedo permesso di entrare nelle vostre case e fare un riassunto del nostro agire in Brasile, come associazione APITO.

Ormai da piú di 30 anni abbiamo iniziato un programma di “adozioni a distanza”, atraverso il quale famiglie, parrocchie, scuole, gruppi italiani si impegavano a versare una quota mensile per sostenere un bambino brasiliano in uno dei progetti educativi mantenuti prima dalla parrocchia São Thomaz de Cantuaria, e poi dall’Associazione Paolo Tonucci/APITO.

Col passar degli anni, e accompagnando i vari cambiamenti avvenuti in Brasile, abbiamo imparato e capito che l’adozione non é di un bambino, ma di progetti che coinvolgono educatori, bambini, famiglie brasiliane, trasformandosi perció in SOSTEGNO a DISTANZA.

Oggi, qui a Camaçari, é il sostegno della scuola infantile APITO, che accoglie annualmente 100 bambini in etá dai 3 ai 5 anni. In Italia c’é l’Associazione omonima (APITO-Italia) che raccoglie i vari contributi dei sostenitori. L’Associazione APITO é presente a Merano (BZ), Riva del Garda (TN), Milano e Saronno, Fano (PU), Jesi (AN), Catania, come nuclei, e in altre cittá italiane attraverso singoli amici. L’Associazione porta il nome di don Paolo Tonucci, sacerdote fanese che per tanti anni visse e operó in Brasile. Don Paulo morí ancor giovane nel 1994.

Trascrivo un ritaglio di articolo, scritto da don Paolo, nel dicembre 1993:

 

“... Voglio parlare di questo argomento partendo dalla nostra esperienza vissuta a Camaçari, nel nord-est brasiliano, a 45 km da Salvador, capitale dello Stato della Bahia.

Fino a pochi anni fa Camaçari era una tranquilla cittadina con 15mila abitanti, dove le famiglie ricche di Salvador venivano a passare il fine settimana.

Negli ultimi anni la situazione é totalmente cambiata con l’istallazione del Polo Petrolchimico. La cittá é esplosa con l’arrivo di gente venuta da ogni parte: oggi sono piú di 100.000 abitanti. Le fabbriche sono altamente inquinanti, la criminalitá aumenta ogni giorno, mentre si spendono miliardi per rendere il complesso petrolchimico piú competitivo e moderno.........

Da piú di 10 anni, noi, un prete e una volontaria laica, (io e Delia) cerchiamo di rispondere alla sfida di questa situazione con una evangelizzazione che vuol essere anche promozione umana.

I laici autoctoni sono i veri responsabili e protagonisti di questa evangelizzazione e promozione umana: annunciano la Parola di Dio nelle celebrazioni, animano la catechesi di bambini, giovani e adulti, cercano di essere una presenza di caritá nei quartieri piú poveri. Io e Delia siamo animatori e incentivatori di questo servizio comunitário, senza mai sostituirci a loro.

In questo contesto abbiamo proposto le “adozioni a distanza”, dopo un dibattito e riflessione chiarificanti affinché non diventino mero assistenzialismo umiliante e passivo. Ben presto abbiamo costatato che le persone impegnate e coinvolte in questa iniziativa, adottanti e adottati, crescevano in uno spirito comunitario e fraterno.

L’adozione significa, prima di tutto un impegno a cambiare il proprio stile di vita.. All’inizio potrá esserci la voglia di fare qualcosa di buono, ma pian piano questo desiderio si trasforma in cammino educativo e comunitário di partecipazione e corresponsabilitá nella societá per cambiare il rapporto tra i popoli.

É importante e incorraggiante questa diversitá che permette di coltivare e sviluppare lo spirito critico che fa scoprire la forza liberatrice contro le ipoteche di un sistema che solo produce dipendenza, devastazione, morte. É importante far qualcosa di concreto.... puó sembrare inutile e inefficente, ma sará un lumicino che rischiara le tenebre nelle varie crisi. “Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto la gran Luce... perché un bimbo ci é nato, un figlio ci é stato dato” (don Paolo Tonucci, dicembre 1993)

 

A tutti voi invio gli auguri piu gioiosi per un Natale pieno di LUCE.

                                                                                                                    Delia

 

Camaçari, Natale 2012

 

Al rientro dall'Italia

Camaçari, giugno 2012

 

 

Carissimi fratelli, amici, sostenitori.......

É da poco piú di una settimana che sono rientrata in Brasile, e in questi giorni ho rivissuto e ricordato i due mesi trascorsi in Italia. Ho la testa e le orecchie che mi fanno male dal tanto chiasso: strilli, schiamazzi propagandisti e religiosi, musica a tutto volume, strombazzamento di clacson, sirene della polizia e ambulanze.....”dove é il silenzio, dove é il silenzio.... dove....?

Tra tanto chiasso é difficile mettere la testa in funzionamento, e quello che preoccupa di piú é che non c’é come spegnerlo. Ci provo.

Forse per il troppo chiasso di quá.... ma soprattutto per le immagini che ora mi sfilano davanti con tanti volti amici, incontri, visite, pranzi e cene... “a SAUDADE” é grande e struggente e la esprimo cosí:

-                     grazie a voi, miei 12 fratelli che tra tante cenette, incontri vari, visite, telefonate, ci siete sempre e testimoniate la gioia di essere una famiglia numerosa e unita, pur nella diversitá di ciascuno per scelte, per stile di vita, per situazioni famigliari, e a voi aggiungo naturalmente nipoti, pronipoti, cognate e cognati.

-                     Grazie a tutti voi soci e sostenitori dell’Apito-Italia, che attraverso la vostra dedicazione e fedeltá concretizzate in varie iniziative, ci sostenete e ci incoraggiate e allargate la cerchia degli amici.

Ho disegnato questo mosaico per ricordarvi tutti e ‘matar a saudade’.

Ed ora, rimboccandomi le maniche, cerco pian piano di ricalarmi nella realtá brasiliana. Ogni volta il rientro é piú difficile... É dovuto forse all’etá che avanza o alla constatazione che, nonostante la crisi, l’Italia é bella!... e ti lascia adosso dolci immagini di montagne, mari, pianure... fiori, suoni, colori, sapori, afetti, vecchie amicizie.... che ti fanno pensare: “... mollo tutto e ritorno in Italia!”.

Ma questo non sarebbe possibile, ne giusto perche cancellerebbe e smorzerebbe questa grande tela di mosaico, costruita ed intrecciata proprio perché sono andata lontano, e tessuta, con sacrifici, con gioie e dolori, con donazione e dedicazione, da tante mani amiche che attraverso me hanno avuto il coraggio di investire in un progetto audace che ha aperto nuove frontiere, scavalcato preconcetti, solcato oceani per approdare e metter radici in Brasile. E próprio qui in Brasile ha impresso segni profondi e indelebili portando cultura, istruzione, valori e frutti concreti di solidarietá.

Nei vari incontri avuti, sorgeva sempre la questione “... ma questo Brasile grande e ricco, davvero oggi ha raggiunto la sua maturitá ...? Io sostengo la tesi che il Brasile da sempre é grande e ricco, ma sempre ci sono stati quelli che hanno rubato le sue ricchezze, lasciando ai brasiliani ignoranza, dipendenza, miséria, arretrattezza, detto in altre parole “pane e circo o carnevale e futebol”.....

Noi abbiamo cercato, nel nostro piccolo, di cambiare le regole offrendo loro EDUCAZIONE, convinti che l’educazione non trasforma il mondo, ma cambia le persone e queste saranno loro a trasformare il mondo, e cambiare anche i Brasile. Abbiamo cominciato dalle mamme, dalle famiglie, poi nell’educazione infantile....... ma le piantine sono ancora troppo fragili, con poche e tenere radici..... se le abbandoniamo ora saranno sradicate facilmente, calpestate.... per questo siamo ancora qui.... Oggi l’APITO-Brasil é costituito da brasiliani, tra i quali ci sono anch’io, che hanno bisogno del vostro appoggio, senza il quale sarebbero costretti a aderire e sottostare alle regole dei piú forti che presentano un Paese forte e sviluppato, una potenza emergente......, nascondendo la vera situazione in cui vive ancor oggi la grande maggioranza del popolo.

In questa nuova tappa, abbiamo capito che:

1º dobbiamo imparare a camminare con le nostre gambe, questo vuol dire di non dipendere solo dal vostro aiuto, ma cercare qui di conquistare i nostri diritti di cittadini:

2º ripensare una nuova visione della SOLIDARIETÁ, imparando a dialogare, ad ascoltare, a informare, perche        solo insieme e condividendo saremmo capaci di superare le varie crisi.

3º ognuno ha qualcosa da dare e da insegnare, dobbiamo allora imparare a ricevere con umiltá e con vera amicizia.

Tutto questo sembra un’utopia, un sogno......... ma é anche vero che “sogno che si sogna soli é pura illusione, sogno che si sogna insieme é inizio di soluzione..... “

E allora, sognamo insieme e rinnoviamo la fiducia che UN MONDO DIVERSO é possibile e fattibile, tutto dipende dalla nostra capacitá creativitá e persistenza, ma ripetiamocelo e prendiamolo come impegno che solo sará possibile se pensato, progettato, costruito INSIEME..... noi,....,voi.... e tanti altri.....

Da dove cominciamo...... bambini,....... donne,....... giovani.... uomini.... anziani... bianchi, neri...... politici.....banchieri ..... economisti....... religiosi....... educatori...... liberi professionali..... giornalisti.........artisti.... artigiani...... se ognuno di noi comincia dal suo piccolo qualcosa sicuramente cambierá. Dobbiamo urgentemente riscoprire e ristabilire nuove relazioni con tanta umiltá e capacitá di tolleranza .

Detto questo concludo ripetendo a tutti il proposito di farmi piú presente próprio per ampliare e coltivare una vera e salda amicizia. In quest’ultimo viaggio ho trascurato e tralasciato vari gruppi e persone perché il tempo non me lo ha permesso,.... nel prossimo rientro in Italia comincieró proprio da questi.

E per finire rinnovo i miei ringraziamenti a tutti voi che ho incontrato e ai tanti altri che ho tralasciato e chiedo come primo passo per ristabilire la rete di amicizia e consolidare nuove relazioni un vostro riscontro, che permetterá di aggiornare l’elenco degli indirizzi, e passar ‘parola’ (cioé far arrivare questo testo anche a quelli di cui non ho indirizzo perché l’amicizia cresce e resta viva quando é coltivata e allargata).

Un forte abbraccio e vi aspetto tutti in Brasile (col cuore, col pensiero.... o personalmente.... ) ciao Delia

 

 

ASSOCIAÇAO PAULO TONUCCI - BR

Camaçari, giugno 2012

 

Carissimi amici,

Nei miei viaggi italiani ho trovato spesso chi mi diceva che non conosce bene che cosa stiamo facendo qui in Brasile... e questo é anche vero.

Molte volte ci si accontenta dei contatti diretti e non ci si accorge che, poiché viviamo in continenti diversi non ci si conosce e non ci si capisce. In piú c’é anche tanta gente nuova che prende contatto con la nostra Associazione, gente che non ha fatto con noi il percorso dall’inizio, non ha conosciuto don Paolo Tonucci,.... non é mai stata in Brasile.........

Allora, eccoci quá:

CHI SIAMO?.....

L’Associazione Paolo Tonucci/APITO br, fondata nel 1998, in Camaçari, Bahia, porta il nome del suo patrono, sacerdote diocesano, di Fano (Marche), missionario in Brasile dal 1965 al 1994, anno della sua morte.

Durante la sua vita di uomo e di prete don Paolo ha portato conforto, ha difeso gli umili, si é affiancato a loro nella difesa della dignitá umana e dei diritti di ogni uomo. Per il coraggio, l’impegno e la determinazione con la quale lottó instancabilmente a fianco delle persone piú povere ed emarginate, don Paolo é rimasto per sempre nella mente e nel cuore dei brasiliani e di quanti, in Italia, lo hanno conosciuto e apprezzato. Alla sua morte prematura quanti hanno collaborato e vissuto con lui, sostenuti da tanti amici italiani, hanno dato continuitá alla sua opera costituendo due associazioni a lui intitolate che vogliono essere un ricordo ‘vivo’ della sua presenza in mezzo a noi e un segno di ringraziamento a chi ha lanciato un seme di un impegno a favore della vita, della libertá e della dignitá di ogni persona: Associação Paulo Tonucci-APITO br, nella cittá di Camaçari nello stato della Bahia in Brasile, e Associazione don Paolo Tonucci- APITO it, in Italia.

La costruzione di una scuola infantile é sembrata l’opera che potesse maggiormente rappresentare la figura di don Paolo che “ha privilegiato sempre i piú piccoli e indifesi”.

Dal 1996, anno di inizio della costruzione della scuola infantile, ma anche molto prima in forme diverse, famiglie, gruppi, persone singole, versano mensilmente un contributo col quale l’associazione brasiliana porta avanti il suo impegno a favore della vita, della libertá e dell’educazione.

Oggi la scuola infantile APITO, accoglie 100 bambini in etá tra i 3 e 5 anni, in tempo integrale (dalle 7:30 alle 16:30h).

I bambini che frequentano la nostra scuola provengono da famiglie povere, per la maggior parte costituite da mamma-capo famiglia con vari figli di padri differenti. La mamma come capo-famiglia é obbligata a lavorare fuori casa. Attualmente, anche in Camaçari, funzionano altre scuole infantili ma solo in un turno. Ció crea difficoltá perché “dove e con chi lasciare i bambini nell’altro turno...?”

In piú... le scuole pubbliche hanno scarsa qualifica sia come personale che come infrastruttura.

Ci accorgiamo allora che la nostra scuola é ‘ricercata’ per la sua qualitá e perche risponde meglio alle necessitá reali delle famiglie piú povere.

Oltre alla scuola infantile, avevamo un programma che accompagnava i bambini piú grandi quando cioé uscivano dalla scuola infantile. Questo programma consisteva in attivitá variate (musica corale e strumentale, danza, teatro, lettura, disegno e pittura, modellaggio, teatro, capoeira) che aiutavano i bambini a scoprire nuove abilitá creative e attraverso queste sviluppavano l’auto- stima, e a tenerli lontani dalla strada e dal mondo della droga e delinquenza . Purtroppo per forza maggiore, ovvero per scarsitá di risorse, negli ultimi anni abbiamo dovuto ridurre queste attivitá fino a sospenderle.

 

Come Associazione ci stiamo impegnando per garantire a tutti i bambini di Camaçari una educazione di qualitá, facendo pressione presso le autoritá, ma non sempre il risultato é positivo perché manca la voglia e gli interessi. Ci accorgiamo che il Brasile cresce, ma non per tutti e i nostri bambini e le loro famiglie continuano esclusi e emarginati. Questo succede qui da noi, ma anche in tutto il Brasile, e l’unico cammino di rinserimento sociale viene proprio attraverso questi progetti e programmi alternativi, sostenuti da organizzazioni non governative. Il futuro per questi bambini puó essere garantito attraverso il sostegno a distanza di questi piccoli programmi e progetti che garantiscono alimentazione, protezione, educazione, a un gruppo sempre maggiore di bambini, coinvolgendo varie parcelle della popolazione locale; bambini, famiglie, educatori, che pian piano prendono coscienza (collettiva) che il loro futuro dipende non tanto da aiuti esterni, ma sí e soprattutto dalla loro crescita collettiva:

         genitori partecipanti – educatori responsabili e qualificati – bambini felici e ben educati.

In questi giorni ho sentito una frase che mi ha colpito: “L’EDUCAZIONE NON TRASFORMA IL MONDO, MA É L’EDUCAZIONE CHE CAMBIA LE PERSONE,E QUESTE SARANNO IN GRADO DI TRASFORMARE IL MONDO’

 

Prima di terminare voglio raccontarvi una piccola parabola:

 

In un paese felice, successe che un buon numero dei suoi abitanti caddero (o forse qualcuno li ha spinti) in un grande e profondo pozzo.

Passato un certo tempo, i poveri infortunati ripresero coscienza e cominciarono a gridare ‘aiutooooooo...’

Parte della popolazione rimasta fuori dal pozzo, mossa a compassione, decise di fare una colletta di viveri, indumenti e coperte e un’infinitá di altri oggetti che non servivano piú a loro, e calarono tutto nel pozzo. Per qualche tempo le grida provenienti dal pozzo tacquero e ritornó la quiete. Ma ben presto le grida di soccorso si fecero risentire piú forti e disperate.

Un gruppo di cittadini, incomodati da tanto schiamazzo e spazientiti, si affacciarono sul bordo del pozzo dicendo: “.... ma cosa volete di piú...? non vi basta ció che vi abbiamo mandato...?”

Dal fondo del pozzo venne subito la risposta: “Non vogliamo viveri, coperte, ecc... Abbiamo bisogno di una corda e mani tese per aiutarci ad uscire......”

Quelli di fuori si preoccuparono con questa richiesta dicendo tra loro: “Se li tiriamo fuori, veranno a portarci via quanto abbiamo costruito e raccolto. Forse é meglio lasciarli giú, in fondo al pozzo.”

 

Un forte abbraccio a tutti e carissimi saluti. Ciao DELIA

 

 

Fede e Vita

 

Camaçari, luglio 2012

 

Carissimi amici, compagni di sogni e di realizzazioni,

 

eccomi di nuovo a voi, subito dopo un momento bello e importante, che la nostra Associazione ha preparato e vissuto. Nei giorni scorsi, 28 e 29 luglio, la diocesi di Camaçari ha realizzato un evento, che è stato intitolato: “Fede e Vita – ricuperando e rafforzando le nostre radici”, in memoria di don Paolo. Per l’occasione, il vescovo di Camaçari, Mons. Giancarlo Petrini, ha voluto invitare anche Mons. Giovanni Tonucci, arcivescovo di Loreto e fratello di don Paolo.

Noi, come APITO, abbiamo dato il nostro contributo nella preparazione e nello svolgimento dell’incontro.

Sabato pomeriggio, 28 luglio, si è tenuta una ‘tavola rotonda’, con la partecipazione di tanti amici ‘storici’, tra i quali don Renzo Rossi, il sacerdote fiorentino che é stato per tanti anni compagno di missione di don Paolo. C’erano altri vecchi parroci italiani, brasiliani e di altre nazioni, tutti antichi colleghi di don Paolo. Con loro erano presenti tante persone che hanno vissuto e collaborato con don Paolo, nei diversi ambienti in cui egli si è impegnato, soprattutto provenienti dalle parrocchie di Fazenda Grande e di Camaçari. C’erano poi membri del Movimento Familiare Cristiano (MFC), della Comissione di Giustizia e Pace (CJP) , del Centro di Studi e Azione Sociale (CEAS), del Centro di Studi e di Storia della Chiesa in America Latina (CEHILA) e del Gruppo di di Evangelizzazione della Pariferia di Salvador.

Ognuno ha dato il suo contributo, attraverso testimonianze molto ricche, che ci hanno aiutato a capire che, dopo 17 anni della sua assenza fisica, Paolo è ancor presente, e che il seme che egli ha gettato cresce ancora tra di noi. Il passaggio di don Paolo ha lasciato un’impronta indelebile anche nella storia e nella vita dei cittadini di Salvador e Camaçari.

Ha concluso l’incontro una presentazione musicale da parte di un vecchio amico di don Paolo, Zé Vicente, famoso cantautore popolare, che attraverso il canto ha trasmesso il messaggio lasciato da Paolo come prete, missionario, amico e profeta.

Domenica 29 luglio, nella Cattedrale di Camaçari, la S. Messa è stata concelebrata da Mons. Giovanni e Mons. Giancarlo, don Renzo e il parroco della parrocchia centrale di Camaçari. Tra i tanti fedeli, erano presenti anche il sindaco di Camaçari e il governatore dello Stato della Bahia, per rendere omaggio alla memoria di don Paolo, loro vecchio amico.

Con Giovanni, abbiamo poi ripercorso le tappe importanti della presenza di Paolo:

  •  la parrocchia di Nossa Senhora di Guadalupe, alla  periferia di  Salvador, dove Paolo e Renzo hanno cominciato la loro missione in Brasile;
  • Fazenda Grande e dintorni, dove Paolo ha svolto il suo lavoro pastorale e sociale dal 1970 al 1981;
  • Camaçari dove Paolo è stato parroco dal 1981 fino alla sua morte nel 1994.

 

Durante questi vari momenti, é stato bello constatare che la presenza di don Paolo richiama l’attenzione e il ricordo tra la gente semplice e povera, che lo ha accolto, capito e amato, mentre tra i ‘grandi e potenti’ suscita un certo disagio, forse perché si sentono provocati e giudicati dalla sua figura scomoda.

 

Prima di concludere, vorrei aggiungere una sintesi della persona e messaggio di don Paolo, pensando

a tanti che non lo hanno conosciuto e lo faccio con un piccolo poema scritto il giorno della sua morte

da Betty, socia della nostra Associazione e vecchia amica di Paolo.

 

 

DON PAOLO TONUCCI

 

*   04.05.1939

+   09.10.1994

 

DON PAOLO CONTINUA AD ESSERE VIVO E PRESENTE PERCHE:

 

       *    HA SEMINATO DOVE LA TERRA É ARIDA....

             PER LE RISTRETTEZZE ECONOMICHE

             PER LA FAME E GLI STENTI

             PER LE DISIGUAGLIANZE SOCIALI

             PER L’IGNORANZA

             PER LA MANCANZA DI ISTRUZIONE E FORMAZIONE

 

*    HA ELARGITO IL SORRISO....

     CHE CONQUISTA

     CHE CONSOLA

     CHE INCORAGGIA

     CHE CONFERMA

     CHE ACCOGLIE

 

*    HA ANNUNCIATO E TESTIMONIATO DIO PRESENTE

     TRA GLI UOMINI....

      DIO PRESENTE NELLA STORIA E NEL  QUOTIDIANO

     DIO CHE SI SCHIERA CON I PIÙ DEBOLI

     DIO COMPASSIONEVOLE E MISERICORDIOSO

     DIO CHE È VIVO PERCHÈ È RISORTO

 

*     HA RIDATO GIUSTIZIA E DIGNITÀ

 

               AI BAMBINI E AI GIOVANI

      ALLE DONNE

      AI NEGRI E AGLI INDIGENI

      AI LAVORATORI RURALI E URBANI

      AI SENZATETTO

 

*     HA TRASMESSO LA FORZA DELL’AMORE

      CHE SUPERA BARRIERE, PRECONCETTI E LIMITI

      CHE AVVICINA I LONTANI

      CHE ACCOGLIE E RISPETTA LE OPINIONI  

          CONTRARIE

       CHE COSTRUISCE RELAZIONI NUOVE E DURATURE

 

Questo é il TESTAMENTO che don Paolo ci ha lasciato. Noi, come Associazione cerchiamo di essergli fedele e di mantenerlo vivo, soprattutto di metterlo in pratica nel nostro servizio a favore dei piú piccoli e deboli, e nell’impegno con una educazione liberatrice, che aiuti a formare coscienze   aperte,

critiche, autonome, capaci di gestire il proprio futuro.

 

A tutti voi che ci accompagnate e sostenete, un grazie di cuore e carissimi saluti con un forte abbraccio.

                       Ciao Delia