Associaçao

Pe Paulo Tonucci 

Camaçari- Bahia (Brasil)


A PAOLO CHE VIVE 

don Paolo Tonucci
don Paolo Tonucci

A PAOLO che vive perchè

ha seminato dove la terra é arida

ha dato il sorriso dove il sorriso é vita

ha insegnato a scoprire dio dove dio non si vede

ha dato il perdono a chi non é perdonato da nessuno

ha dato giustizia a chi non l’ha mai ricevuta

ha trasmesso la forza dell’amore

senza confini e senza limiti di tempo

alla schiera di umanità che l’ha capito e amato.

Grazie Paolo di essere stato con noi,

ti avremo sempre nel cuore come una grande,

Indispensabile luce.

                                                           Betty

FREI BETTO A FANO

Carissimi il prossimo 15 maggio sarà a Fano, invitato dall’APITO Marche, FREI BETTO che terrà  un incontro  dal titolo “…dalla paura alla speranza”  dove ci parlerà della attuale situazione del Brasile e di tutta l’America Latina . L’incontro si terrà alle ore 18:00 presso la recentemente restaurata Chiesa di Santa Maria del Gonfalone in via Rinalducci 11 (di fronte alla Cattedrale) a Fano

FREI BETTO, al secolo Carlos Alberto Libânio Christo ,è un frate domenicano, nato a Belo Horizonte nel 1944. È giornalista e ha fatto studi di antropologia, filosofia e teologia. Costante e articolato il suo impegno presso i movimenti popolari, le comunità ecclesiali di base e le pastorali sociali della chiesa.Viene considerato uno degli esponenti della Teologia della Liberazione. Nel 1969  Durante la dittatura assieme al fratello Frei Tito, fu imprigionato per 4 anni e torturato per il suo impegno politico.  Nel 2003-04 è stato consulente speciale del presidente Lula e coordinatore della mobilitazione sociale del Programma Fome zero (Fame Zero).

Dal 2007 è membro della Commissione Giustizia e Pace della diocesi di São Paulo. È socio fondatore del Programma "Tutti per l'educazione". Autore di più di cinquanta libri, nel 1982 ha vinto il principale premio letterario brasiliano, il Jabuti, con Battesimo di sangue.

In Italia Frei Betto è noto per la sua collaborazione con la rivista "In Dialogo”, notiziario della Rete Radiè Resch  di Quarrata. 

Recentemente ha fondato insieme a  Leonardo Boff e altri intellettuali e teologi brasiliani il 

 

Movimento Fede e Politica  che , nato dalla riflessione di militanti delle Pastorali sociali, dei Movimenti sindacali, dei Movimenti sociali del Paese, ha come principale obiettivo il riflettere sull’attuale politica, considerata come la pratica fondamentale di chi ha fede, e vuole formare  giovani leaders popolari sulla politica economica, la cultura, l’ecologia, l’etica e la spiritualità in una pratica ecumenica.

 

Colori diversi 

per un’unica tenda

     

 

     FESTA DEI POPOLI 2019  

Anfiteatro Rastatt - Fano

 

Domenica 16 giugno si è svolta a Fano la ‘Festa dei Popoli’ dal titolo: Colori diversi per un’unica tenda. Nella Diocesi sono presenti più di 80 etnie per una presenza di circa 10.000 migranti. La Festa, sfruttando le diversità culturali, ci ha aiutato a conoscere l'altro: ogni comunità etnica si è messa in mostra e ci ha  permesso di scoprire tutti i livelli e le bellezze delle diverse culture e tradizioni, sia sociali che spirituali. La giornata è stata composta da molti momenti come il torneo di calcetto, la presentazione del vincitore del concorso promosso dalla PASCI ‘Stranieri per una casa comune’ e la Biblioteca vivente angolo di racconti di storie di vita e di viaggi. Quello più importante e caratteristico è stato sicuramente la ‘Sfilata dal mondo...a Fano’. Tantissime etnie, nonostante il caldo e il sole che picchiava forte, si sono presentate all’anfiteatro Rastatt con i propri costumi. Accompagnate da intermezzi musicali di Anissa Gouzi e Jabel Kanuteh  e da commenti sull’abito e non solo, hanno sfilato madide di sudore ma felici e noi di più, per mostrare le proprie tradizioni e la propria cultura. Vestiti bellissimi, colori sgargianti e tanta allegria e voglia di esserci hanno reso questo momento veramente particolare e toccante. Ringraziamo tutti per la voglia di esserci e di continuare ad esserci. La passerella finale è stato il giusto momento di tributo a quanti si sono messi in gioco per far sì   che la sfilata riuscisse nel miglior modo possibile. Altro momento clou è stata la  ‘testimonianza’ a cui hanno partecipato SE il Vescovo Mons. Trasarti, il Sindaco Massimo Seri, don Alessandro (Sandro) Messina direttore dell’ufficio per la pastorale dei migranti, Luciano Benini per i corridoi umanitari, Andrea Bomprezzi sindaco di Arcevia e Elton Kazanxhi psicologo. Don Sandro ha preso per primo la parola facendo notare come la ‘sfilata’ abbia fatto capire il successo dell’incontro. ‘Crediamo nell’integrazione – ha proseguito – e su questa stiamo lavorando per costruire un’unica grande umanità’. Umanità che è valida sia per credenti che per non credenti. La sfida è quella di superare la paura dell’incontro. Il Sindaco Massimo Seri ha  messo in evidenza come il suo primo pensiero sia stato: Questa è la Fano che mi piace. Una Fano che sa accogliere senza avere paura dell’altro, ma comunicando e scoprendo che siamo tutti uguali, con le stesse paure e le stesse aspirazioni. Noi stessi siamo un popolo di immigrati e su questo dobbiamo riflettere,ben sapendo le difficoltà che i nostri emigranti hanno dovuto affrontare. Dobbiamo rispettare gli altri – ha concluso – e questa festa è un momento molto bello e importante. Continuiamo su questo cammino di integrazione. Luciano Benini ha poi presentato l’esperienza che la Banca del Gratuito sta portando avanti nella struttura di casa Nazareth. L’appello di Papa Francesco all’angelus del 6 settembre 2015: “Ogni parrocchia accolga una famiglia di profughi” - ha proseguito Benini – ci ha interrogati e ci ha spinti a rispondere alle parole del Papa. In accordo con la comunità di Sant’Egidio che li ha promossi assieme alla Tavola Valdese, allaFederazione delle Chiese Evangeliche in Italia e al Governo Italiano, abbiamo aderito ai corridoi umanitari che è un modello di accoglienza messo a disposizione come alternativa sicura e legale ai viaggi della disperazione. In questi anni sono stati accolti 3 giovani richiedenti asilo grazie al progetto ‘Rifugiato a casa mia’ promosso da Caritas Italiana e con i corridoi umanitari sono state accolte 3 famiglie Siriane e una Somala, provenienti cioè dai paesi più disastrati. Benini ha proseguito dicendo che l’accoglienza è sempre fatta in vista di creare autonomia. Fondamentale è imparare la lingua per facilitare la ricerca del lavoro. ‘ Noi che facciamo accoglienza – ha concluso – siamo i primi a dire che la soluzione non è questa. Ognuno ha diritto di vivere dove è nato, le nostre famiglie se la situazione fosse diversa, tornerebbero più che volentieri in patria. Dobbiamo smettere di fare guerre e di sfruttare il sud del mondo.’ E’ intervenuto poi il Sindaco di Arcevia, Andrea Bomprezzi, che ha caratterizzato la propria città come esempio di buone prassi di accoglienza. Arcevia aveva uno dei 12 CARA (Centro di accoglienza per richiedenti asilo) presenti in Italia, che poi si è trasformato in un CAS (Centro di accoglienza straordinari). ‘Come amministratore – ha proseguito – potevo percorrere 3 strade: quella di continuare l’esperienza CAS, quella di non volerne sapere nulla, o quella dell’integrazione’. Allora abbiamo scelto la terza strada, che ha avviato progetti sul centro che ha accolto finora circa 140 richiedenti asilo. Tenuto conto che molte amministrazioni hanno fatto barriere anche davanti a solo 10 richiedenti asilo, ci siamo messi in gioco. Abbiamo messo  da parte la paura facendo conoscere la comunità dei richiedenti asilo alla popolazione.’ Il comune di Arcevia ha sottoscritto un protocollo di intesa con la Prefettura per cui si è riusciti ad avviare alcuni progetti, il tutto a titolo volontario. Il primo riguarda gli scavi archeologici: da 5 anni alcuni richiedenti asilo partecipano agli scavi. L’esperienza è straordinaria ed alcuni studenti che all’inizio non volevano partecipare perché c’erano anche i richiedenti asilo, alla fine si sono ricreduti e hanno ringraziato il prof. per  per l’esperienza fatta. Come Ambito poi sono stati portati avanti lavori socialmente utili per attività di decoro urbano. Gli operai hanno insegnato il mestiere a questi ragazzi che poi nel tempo ha permesso di trovare lavoro. Vedere i ragazzi di colore spalare la neve e le vecchiette del paese porgere loro qualche bevanda calda è stato qualcosa di unico e favoloso. Ultimo progetto è il Teatro di comunità. Alcuni richiedenti asilo hanno raccontato le proprie storie in un bellissimo chiostro di Arcevia. I racconti dei ragazzi erano molto simili a quelli degli italiani emigrati in America. ‘Se si ha coraggio di fare, si fa – ha concluso – Se si fa qualcuno ti segue, e l’integrazione sconfigge la paura.    Elton Kazanxhi ha raccontato la sua storia di migrante arrivato in Italia nel 1992. L’accoglienza che ha ricevuto dal popolo pugliese e l’entusiasmo è stata veramente straordinaria. Oggi il suo lavoro è psicologo, e si occupa di traumi causati dalle guerre e dalle migrazioni. Al suo arrivo si facevano progetti di inserimento, poi le destinazioni erano altre e non l’Italia. Chi arrivava nel nostro paese aveva, ed ha spesso anche ora, un percorso preciso da seguire. Oggi porta avanti il progetto di riscoprire la propria identità: è importante che ogni migrante la ritrovi per poi diluirle, sapendo chi sono. Non è semplice perché sopratutto i più piccoli fanno un viaggio abbandonando la propria terra senza sapere perché. ‘Mi è piaciuto il discorso sulla paura – ha concluso – Siamo dei traumatizzati perché assistiamo a degli eventi, ascoltiamo storie che non fanno parte della nostra realtà.’ Occorre passare dalla de-sensibilizzazione alla ri-sensibilizzazione. Se oggi siamo frustrati è perché siamo stati de-sensibilizzati’. Dobbiamo imparare a non avere paura’.  Al termine dell’incontro SE il Vescovo Mons. Armando Trasarti ha voluto per prima cosa ringraziare don Sandro per tutto l’impegno svolto a favore dei migranti sia a livello diocesano che regionale. ‘Questa festa – ha proseguito – ci permette di far emergere tante etnie che forse non pensavamo ci fossero. Non ci rendiamo conto di chi sta in mezzo a noi’. SE il Vescovo ha concluso poi con una provocazione: ‘Oggi lo sguardo è stato rivolto a chi si veste, e non a chi si spoglia. Noi siamo un popolo troppo ricco ed intristito. Questa passerella ci fa capire che la vita è gioia. Vorrei invitare tutti ad usare la testa, e la Chiesa stessa deve usare il cervello. I migranti non sono solo quelli che chiedono, ma anche quelli che offrono uno stile di vita diverso, più sobrio. Non basta cacciar fuori dei soldi dal portafoglio se poi si è razzisti e se si offre solo pochi spiccioli dal proprio superfluo. La carità deve pesare anche nelle proprie tasche. Non si può far carità se non si perde qualcosa, e anche la Chiesa deve fare ancora un passo avanti. Smettiamo di parlare di carità ed usiamo il linguaggio della restituzione. E anche la politica se vuol parlare alla nostra gente, deve smontare i propri pilastri intoccabili. Non è pensabile vivere in una famiglia con 1.000 o poco più euro al mese, mentre i politici hanno stipendi da favola ed agevolazioni di tutti i generi.’. Terminate le testimonianze si è passati alla parte culinaria della giornata: diverse etnie hanno preparato cibi, dolci e bevande che hanno allietato il palato. Anche questo è stato un bel momento perché ci si è trovati a sentire profumi diversi, sapori diversi. E’ stata un’atmosfera magica, una serata segnata anche da un tramonto multicolore. Questa è la bellezza della condivisione e dello stare insieme. Conoscersi per allontanare le paure.   La serata si è poi conclusa con lo spettacolo musicale a cura di Iljazi Family Group. Un grazie a tutti, non riuscendo a menzionarli, perché è grazie al contributo di tutti, italiani e stranieri, che la festa è riuscita benissimo. Molto probabilmente i diversi siamo proprio noi italiani, i migranti sono i primi a non aver paura.

Luciano Schiaroli

 

PRIVACY 

 

 Informativa e acquisizione del consenso per il trattamento dei dati personali ai sensi del nuovo regolamento europeo 2016/679 sulla protezione dei dati( GDPR General Data Protection Regulation).

 

La informiamo, nella  sua qualità di interessato, che i suoi dati personali saranno oggetto di trattamento, secondo quanto previsto dalla vigente normativa e nel rispetto dell’obbligo di riservatezza. 

I dati già in nostro possesso o che le vengono richiesti, servono per finalità strettamente connesse all’esecuzione dell’attività svolta dall’Associazione Don Paolo Tonucci APITO (o dal Comitato Marchigiano Associazione don Paolo Tonucci -APiTO Marche) nel rispetto del dettato statutario e nel perseguimento dello scopo associativo.  In particolare potranno essere utilizzati per :

promozione di attività di raccolta fondi (cene, mercatini, lotterie solidali,…)

promozione laboratori per bambini* e adulti

diffondere informazioni sulle iniziative della nostra organizzazione (incontri, concerti,presentazione libri…).

invio news letter periodica

* In riferimento ai laboratori per bambini potremmo pubblicare, sul sito, foglio informativo e Facebook dell’associazione, eventuali immagini ( foto e/o video)  del minore raccolte durante il laboratorio (nel caso le immagini verranno cancellate dopo  2 anni)   

 

Tali dati saranno utilizzati e conservati nei nostri archivi sia in formato cartaceo sia in formato elettronico e/o telematico , comunque con strumenti e procedure idonei a garantirne la  sicurezza e la riservatezza, per il tempo strettamente necessario alla realizzazione  del servizio per cui sono stati raccolti e comunque sino a quando vorrà ritirare il consenso.

I Suoi dati potranno essere da noi comunicati agli incaricati del loro trattamento all’interno della nostra organizzazione e/o a soggetti comunque connessi a quest’ultima, ad enti pubblici cui si è tenuti per legge o per convenzione a conferire i dati, a Compagnie di Assicurazione. 

Per l'APiTO Il titolare del trattamento dei suoi dati è  Roberto Ansuini , quale pressidente, ed il responsabile Marco Boninsegna.

Per l'APiTO Marche il titolare del trattamento dei suoi dati è Donatella Gradoni, quale presidente, ed il responsabile è Roberto Ansuini  (3355891258)

 

 

 

ACQUISIZIONE CONSENSO TRATTAMENTO DATI PERSONALI

GDPR 679/2016 

 

  

Il/La sottoscritto/a......................................................... , nato/a a ............................. ….., il ......................, residente a …………………..…………., 

via …………………………………………..,indirizzo mail…………………………………………………….., tel……………………………… dà atto che gli sono stati comunicati tutti i diritti e le informazioni contenute nella presente informativa e nei relativi allegati  ai sensi del GDPR 2016/679, e presta il consenso al trattamento, alla comunicazione ed alla diffusione dei propri dati personali ed, eventualmente, di quelli relativi ai propri figli minori, compresi i dati sensibili nel rispetto delle finalità e con le modalità sopra descritte:  

          Presto il consenso                                                  Nego il consenso

 

Avuto riguardo ai dati personali relativi a fotografie, video, filmati, immagini, utilizzate per finalità relative alla promozione della attività di volontariato e della iniziativa in oggetto, nel rispetto delle finalità e con le modalità sopra descritte:  

         Presto il consenso                                                  Nego il consenso

 

Fano,  …………………..

 

 

Firma leggibile  ............................................................   

Brasile 2018 

Gino Tapparelli, professore di sociologia nella Università dello Stato di Bahia, coordinatore progetto Diritti Umani  e membro del forum comunitario con la violenza  nonchè grande amico di don Paolo, ci ha mandato una profonda riflessione sull' attuale situazione del Brasile.

 

 Leggi

IL LIBRO SU "DELIA"

UN NUOVO LIBRO ARRICCHISCE LA

 

BIBLIOTECA MULTICULTURALE DI APITO

 

Il  libro  racconta  la  storia di  Delia Boninsegna,  di  doppia nazionalità, italiana e brasiliana,  presidente dell’APiTO Brasile,   ospite e amica da anni  dell’Istituto “G.Padalino” di Fano nell’ambito del progetto   “Crescer Juntos - Gemellaggio tra scuole” attivo dal 2004.

Delia ha raccontato i momenti più significativi della sua vita di missionaria laica in Bahia (BR) dal 1970 ad oggi.

Il racconto è stato animato dalla presenza di Marina Bragadin che ha anche sistemato le parti più importanti del testo, successivamente illustrato  con diverse tecniche grafico-pittoriche dai ragazzi guidati da Cinzia Antinori . 

Nella seconda parte del libro sono riportate riflessioni e pensieri dei ragazzi, lettere e poesie.

 

Il lavoro nasce dal progetto  “Un libro tira l’Altro” promosso dall’Associazione APiTO Marche, con il contributo della BCC di Fano, per favorire l’incontro e la conoscenza di persone di altre culture. 

In questo caso hanno collaborato con noi  l’insegnante Clara Primavera (referente  del progetto per la scuola) e Francesca Bavosi, insegnante della  seconda D, classe che ha  partecipato attivamente a tutto il percorso.

 

Paola Conversano referente progetti educativi Apito Marche

Roberto Ansuini  Presidente  dell’Associazione APiTO 

TESTA DI LATTA

LABORATORIO ALLA FESTA DELLA SOSTENIBILITA'

SABATO 2 E DOMENICA 3 SETTEMBRE L'APITO MARCHE HA PARTECIPATO ALLA FESTA DELLA SOSTENIBILITA' TENUTASI AL PINCIO DI FANO, PROPONENDO AI BAMBINI  UN LABORATORIO SUL RICICLO DI MATERIALI DI RECUPERO DI VARIO GENERE. 

IL LABORATORIO HA RISCOSSO UN GRANDE SUCCESSO CON OLTRE OTTANTA BAMBINI ( MA ANCHE I LORO GENITORI) CHE HANNO DATO SFOGO A TUTTA LA LORO CREATIVITA' REALIZZANDO BURATTINI DI LATTA DEL TUTTO ORIGINALI E SOPRATTUTTO UNICI. 

AL PAESE DEI"BALOCCHI"

L' APiTO Marche al PAESE DEI BALOCCHI  

con il LABORATORIO DEL LIBRO 

Dal 17 al 20 agosto presso la piazza Bambini del mondo di Bellocchi si è svolta l'annuale edizione del Paese dei Balocchi

L'APiTO Marche, proseguendo nel format Piacere di conoscerti, ha presentato un laboratorio del libro con la realizzazione di un grande libro (180x90 cm) dal titolo "Il sogno di Pinocchio": la storia di un pinocchio nero che galleggia sul mar mediterraneo, pensata e scritta da Marina Bragadin, è stata illustrata dai bambini presenti alla manifestazione, coordinati ed aiutati da Cinzia Antinori. L'esperienza è stata davvero bella ed il risultato ottimo, nelle foto sono riportate le fasi della realizzazione del grande libro che andrà ad arricchire la  già ricca biblioteca dell' intercultura dell'APiTO.

L'APiTO vuole ringraziare oltre a Marina e Cinzia, ideatrici e coordinatrici del laboratorio, Paola, responsabile dei  progetti dell'Apito , Massimo ed Ernesto , infaticabili collaboratori ed Daniele Carboni del Nautilus per  la realizzazione della struttura del libro. 

 

BUON COMPLEANNO MEMO!

il 10 luglio 2017,  in occasione del 7° compleanno della Mediateca Montanari,  l'Apito Marche è stata presenta con il laboratorio  AUGURI IN SCATOLA , che ha visto bambini da 6 anni in su realizzare su lucidi un loro disegno e frase da dedicare alla Memo I lavori realizzati sono poi stati posti dentro scatole trasparenti di celluloide  per realizzare una torta speciale poi lasciata in dono alla Memo.

Nelle immagini alcuni fasi  del laboratorio e  il momento della consegna a Valeria Patrignani, direttrice della MEMO: con lei i nostri Paola, Cinzia, Marina e Ernesto, Massimo Seri e   Stefano Marchegiani rispettivamente sindaco ed assessore alla cultura del comune di Fano