TESTIMONIANZA DI FRANCESCO - 2017 

 

Francesco é un giovane di 20 anni. Lui é di Jesi, ospite di padre Luis. É qui per un periodo di esperienza. É un ragazzo molto in gamba e si fa voler bene da tutti.  

In questi 2 mesi che sono qui in terra bahiana ho potuto apprezzare molte cose, fra cui la presenza una volta alla settimana nella scuola materna di camaçari APITO. Delia ha voluto che io frequentassi questo bel ambiente per conoscere questa realtà e io sono contento di partecipare e di aiutare. La prima volta che ho girato in questa scuola mi sono subito pensato bambino a correre per quei corridoi e a giocare fuori, è un luogo a misura dei bambini tutto è per loro e a dimensione appropriata alla loro età. 
La scuola all esterno è molto accogliente poiché è prevalentemente sull azzurro e ricca di colori, dopo l'ingresso si apre una sorta di chiosco in cui ci sono l'ingresso di tutte le varie aule, poi c'è la cucina e lo spazio esterno quasi tutto al coperto. Se penso al mio asilo questo lo supera di gran lunga in spazi interni ed esterni.
Il personale con me è stato molto accogliente e aperto al dialogo infatti proprio l'altro giorno ho fatto un discorso interessante con la direttrice sull importanza di dare sostegno ai bambini disabili. In questa scuola la cosa più bella è la relazione che si è creata negli anni fra il personale, si vede proprio
affiatamento anche fra le nuove leve e i veterani e quelli che seppur in pensione continuano a lavorare con passione, questo ambiente mi sta dando l'impressione di una grande e bella famiglia.                                                       L'ultima cosa che voglio dire sono i bambini che come in tutto il mondo sono semplici e meravigliosi.
Francesco 

Ritorno da Camaçari --2009

Ho trascorso quasi 3 settimane a Camacarì con Martina, accolti a braccia aperte e con grande affetto da Delia, donna Elena, Irene, Fernando, Marco …., e da tanti altri amici vecchi e nuovi che frequentavano la casa di Delia ad ogni ora del giorno. E’ stata una esperienza bellissima, coinvolgente, piena , di grande arricchimento personale. Io ero già stato a Camacari nel 1993 con tutta la famiglia: allora ero andato fondamentalmente da turista anche se poi quel nostro viaggio era stato segnato dalla scoperta della malattia di Paolo; questa volta invece siamo andati proprio per vivere nella quotidianità l’esperienza dell’ APiTO, per poter meglio comprendere , e quindi trasmettervi, i progetti, i sogni, le difficoltà e le necessità dei brasiliani e di chi si adopera e opera per un futuro più vivibile. Ho trovato Camaçari molto cambiata , più città di 16 anni fa – oggi ha quasi 200.000 abitanti- meglio organizzata almeno nel suo centro, piena di attività commerciali, ma anche molto più problematica, irrequieta , violenta; i trequarti della popolazione vive alla giornata , non ha prospettive, desideri, cerca di sopravvivere…. eppure ti trasmette un senso di allegria e di libertà che noi, così pieni di condizionamenti, neppure sognamo.

E’ stato un susseguirsi di emozioni sin dal primo momento : l’incontro con Delia, Samùca, Irene e Fernando in aeroporto, l’ingresso a Camaçari ricondando le parole di Paolo… “Benvenuti nel paradiso terrestre” ci aveva detto …., la casa di Delia, l’asilo e la sede dell’associazione finalmente veri, anche se un po’ vissuti, e non solo in fotografia …., i bambini ed i ragazzi dell’ APiTO con quegli occhi grandi e bellissimi, indimenticabili, …. le tante belle persone che pur in mezzo a difficoltà di ogni genere hanno comunque deciso di condividere insieme la realtà dell’APiTO… Marco e la sua famiglia… Teresina, Cicero , Cirillo e tutti gli altri … Sintia , Carmen e le loro famiglie …. la chiesa e le sue bellissime vetrate, la strada dedicata a Don Paolo ed il quartiere Nova Vittoria, i paesaggi e le spiagge meravigliose che solo la Bahia sa offrirti con qualsiasi tempo …. le contraddizioni di un paese certamente in crescita ma dove per la stragrande maggioranza della popolazione il giorno nuovo è ancora lontano…. le nuove e vecchie “invasioni”, la vita nelle favelas, la violenza quotidiana, il degrado morale e civile…..e, la più grande di tutte, il ripercorrere con una guida speciale come Delia i luoghi ed il vissuto di Paolo a Fazenda Grande : la casa dove ha vissuto, la Escola I° di Maggio, la prima cappella, il Marothino … è stato commovente sperimentare la suadade di Delia nel raccontarci di Paolo, vederla allontarsi per quelle strade abbracciata a Samùca … passato presente e futuro abbracciati insieme ….Momenti indimenticabili!

Le nostre giornate a Camaçari sono volate.

Martina, che conosce e parla un po’ il portoghese, ha trascorso quasi tutte le mattine all’asilo affiancando una maestra nella gestione della classe: ha trovato subito un feeling profondo con i bambini e con tutto l’ambiente, ha portato ai bambini il saluto dei loro amici dell’asilo Collodi , ha insegnato e cantato con loro filastrocche in italiano. E’ rimasta profondamente colpita dal loro sguardo, dall’allegria mista a malinconia che traspare in ogni loro azione, dai loro vissuti …Il giorno dei saluti è stato commovente tanto i bambini le si erano affezionati.

Io ho seguito per lo più Delia, Irene e Marco in sede , negli incontri di lavoro, nei laboratori artigianali …. solo vivendo con loro mi sono reso conto di quanto grande ed importante sia quello che stanno facendo, le difficoltà che quotidianamente debbono affrontare per portare avanti il loro sogno, di quante brave persone condividono con loro le giornate, i successi, le delusioni, di quanto sia impari la lotta tra il sogno e una quotidianità apparentemente senza futuro… di come da un lato sia importante quello che stiamo facendo noi in Italia per cercare di aiutarli e al tempo stesso di come dall’altro sia per noi impossibile anche solo suggerire iniziative e soluzioni da così lontano: il modo di vedere e pensare, sentire e vivere le cose in Brasile è così troppo lontano dal nostro modo , nella scuola, nel lavoro, nelle relazioni!|

Abbiamo passato diversi pomeriggi nella sede insieme ai ragazzi più grandi del progetto ECO seguendoli nelle attività di rinforzo scolastico e di riscoperta delle tradizioni afrobrasiliane, nelle attività ludiche, nei laboratori artigianali. Abbiamo portato il saluti di tutti gli amici italiani all’assemblea annuale dell’ APiTO Brasile.

Il resto della giornata lo trascorrevamo in casa di Delia insieme a donna Elena sempre discreta e dolcissima e Margherita, una ragazza di 18 anni di Ivrea ospite a Camaçari da quasi 3 mesi, 2 pappagalli parlanti ed un cane. Una casa accogliente, bellissima, organizzata, sempre aperta a tutti ed in qualsiasi momento della giornata, vero fulcro di tutta l’associazione. In casa il silenzio è un optional ma ben presto ci si abitua e debbo dire che quasi quasi ora mi mancano i suoni e la musica infernale della città e delle varie chiese protestanti, i versi degli uccelli che popolano il giardino, il gracchiare dei pappagalli (erano loro la nostra sveglia naturale alle 6 del mattino!), il passo felpato del cane un po’ scorbutico.

Abbiamo lasciato Delia e i responsabili dell’APiTO Brasile alle prese con un lavoro di rivisitazione di quanto sinora fatto e di individuazione delle linee programmatiche dell’associazione per il prossimo decennio; un opera di costruzione del futuro difficile e che richiede il mettersi in discussione, ma fondamentale per il futuro dell’ APiTO e in cui sono aiutati dalla consulenza di Anna Bianchi, una nota esperta di programmazione di Salvador.

Grazie Delia , grazie tutti per quello che state facendo.

                                                                                                                                                Roberto

Ad Apito con gli occhi di Irene

La piccola Irenina con foto.pdf
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